La media voto dei calciatori del Lecce in base alle Pagelle della stampa nazionale e locale.
Mancosu fa scuola e doposcuola.
Zuta forse già in ferie.
Il Lecce (6,6) sbriciola la Virtus Entella con una prestazione ordinata, cinica e senza rischi per la porta di Gabriel.

Corini può essere ampiamente soddisfatto della prova offerta a Chiavari dai suoi.
Quel sorriso che vale più dei tre punti
Sul sintetico dell’Aldo Gastaldi di Chiavari il Lecce sfodera la sua migliore prestazione fin qui in campionato, inchiodando la Virtus Entella sul 5-1.
La squadra di mister Bruno Tedino si è dimostrata davvero poca cosa e, affidando al solo De Luca le proprie folate offensive, si è chiusa nel suo 3-5-2 cercando di contenere il Lecce. Che ha avuto pazienza, non si è scoperto e ha cercato di capire quando e in che modo colpire l’avversario.

L’esultanza di gruppo dei giallorossi, ieri con l’inedita terza maglia verde.
A stappare la partita ci pensa Mancosu (7,87: migliore in campo per la stampa), con un assist al bacio per Coda (7,25) che, inspiegabilmente solo in area, con un terzo tempo inzucca alle spalle di Borra. All’inizio sembrava quasi una giornata no per il capitano, con un paio di palle perse in transizione e alcuni appoggi di prima un po’ sballati.

Mancosu crossa per l’accorrente Coda: Pellizzer, Poli e Chiosa stanno a guardarlo mentre incorna lo 0-1.
E invece – ancor più che col Pescara – è salito in cattedra mettendo sul campo tutta la differenza di valori con gli avversari e un sorriso a fine gara (con tanto di frattura al metacarpo) che forse vale più di qualunque punto in classifica.

Altra perla di Mancosu, che dopo una cavalcata dalla propria metà campo serve un assist d’oro a Henderson.
Entella: un tiro un gol
Nel secondo tempo i liguri entrano in campo più motivati, ma appena provano solo ad affacciarsi dalle parti di Gabriel, Mancosu ruba palla e si invola per quaranta metri prima di servire un no look a Henderson (6,92), che di destro incrocia e raddoppia.

Il momento in cui De Luca, 168cm, stacca in mezzo a Meccariello (187cm) e Calderoni (180cm) per l’1-2.
Il gol dei padroni di casa avviene solo grazie a un malinteso tra Meccariello (6,2) e Calderoni (6,25) – subentrato all’intervallo a Zuta (5,6: peggiore in campo per la stampa) – che lasciano saltare De Luca e i suoi 168 centimetri di senza minimamente distrurbarlo. E Gabriel (6) quasi quasi la prende pure, salvo poi fare una frittata su un’uscita che per fortuna poi l’arbitro reputa fallo.

Miracolo di Borra su Coda: sarà solo il preludio della goleada.
Sarà quella l’unica volta che i diavoletti biancoazzurri torneranno ad affacciarsi dalle parti del portiere brasiliano, perchè il Lecce riprende in mano le redini della partita e non le lascia più.
E quando Paolucci blocca con la mano il tiro di Stepinski (6,65) destinato in rete, il rigore ed espulsione sacrosanti mettono la parola fine sul match: Mancosu fa tremare col solito saltello ma Borra era già andato sulla sua destra e non fa in tempo a smanacciare il tiro centrale dell’1-3.

Mani inequivocabile di Paolucci: è rigore ed espulsione.
In attesa di avversari più probanti
Il resto è vera e propria accademia. Subito dopo l’1-4 di Paganini (6,85), Corini (7,11) ci fa vedere – anche se per pochissimo – Pierno e Maselli, al posto di quel Tachtsidis (6,95) che in queste partite compassate e con avversari sotto categoria va a nozze: senza polemica alcuna, aspettiamo di vederlo così decisivo e carismatico anche quando di fronte non avrà calciatori che – con tutto il rispetto – fino a ieri gli avrebbero chiesto l’autografo.

Mancosu batte centrale dal dischetto e Borra per poco non respinge.
I giallorossi, infatti, hanno affrontato sin qui cinque delle ultime sei in classifica (eccetto il Pisa) e il divario sul campo si è visto, anche quando alla fine non sono arrivati i tre punti. Nell’unica gara contro una squadra non invischiata nella lotta salvezza, il Brescia, il Lecce le ha prese malamente in una fase però, va detto, in cui Corini stava ancora sperimentando uomini e moduli.

Prima gioia in giallorosso anche per Paganini, lesto a ribadire in rete di testa una respinta di Borra.
La sosta in questo senso sarà ottima per recuperare anzitutto i positivi (a proposito: sarebbero Rossettini, Pettinari e Monterisi?) e per oliare ancora di più i meccanismi sul campo e nello spogliatoio. Al fine di creare quello spirito di gruppo in cui tutti, nessuno escluso, provino la stessa gioia di Stepinski quando al 93° dopo l’1-5 è corso ad esultare tra le braccia di Calderoni.

Stepinski non rinuncia alla sua porzione di gloria e mette la firma di testa a tempo scaduto.

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Le pagelle definitive del Lecce: Serie B 2020/21
Lecce-Pordenone 0-0
Ascoli-Lecce 0-2
Brecia-Lecce 3-0
Lecce-Cremonese 2-2
Cosenza-Lecce 1-1
Lecce-Pescara 3-1





