La media voto dei calciatori del Lecce in base alle Pagelle della stampa nazionale e locale.
Solito gigantesco Hjulmand. Tuia e Plizzari annullano gli attacchi ducali. Coda e Rodriguez evanescenti.

Sticchi Damiani, protagonista in settimana di un vivace botta e risposta col giornalista del Quotidiano Camarda, applaude la squadra al termine della partita.
Il Lecce (5,9) dà fondo a tutte le (poche) riserve di energia nel pareggio a reti bianche di Parma ed ora punta tutto sul rush finale dopo la sosta.
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Parma-Lecce cliccando qui

Lucioni prima recupera palla a Vazquez ma poi se la fa soffiare ingenuamente.
Stancamente alla sosta
Parma-Lecce rispecchia le attese e regala una partita non bella, in cui le due squadre hanno atteso invano l’errore dell’avversario per punirlo.

Ne nasce la prima occasione per il Parma, con Benedyczak che impegna Plizzari.
Il solito Lecce boccheggiante non trova varchi nella quadrata fase difensiva impostata da Iachini e, come ormai d’abitudine, si auto-somministra un elettroshock solo negli ultimi 10 minuti, in cui prova pallidamente a rapinare tre punti dal Tardini. Scoccando gli unici tiri in porta di un match che fin lì non lo aveva mai visto impensierire la porta di Turk, se non con un fendente da fuori di Hjulmand (6,65: migliore in campo per la stampa) finito alto.

Il Lecce ci prova in contropiede con una grande apertura di Hjulmand che innesca un 4 vs 3.
Non che il Parma avesse fatto di meglio, pur godendo di qualche sbocco sulle fasce, talmente imprevisto che spesso i ducali si sono impappinati da soli.
Poco da aggiungere, dunque, rispetto ai temi affrontati nelle ultime tre uscite contro Perugia, Brescia e Cosenza.
Il Lecce termina questo tour de force di una dozzina di partite in un mese sfiancato, alle corde, da tutti i punti di vista.

Rodriguez però sceglie il cross rasoterra anzichè cercare sul secondo palo Strefezza: è il maggior rimpianto del Lecce.
Atletico, perchè ogni volta il difensore centrale che affianca Lucioni (5,92) finisce coi crampi; Barreca (5,81) e gli altri terzini che non arrivano più sul fondo; le mezzali che ruotano ma senza risultati significativi, a parte la crescita di Blin (6,1); per non parlare degli esterni d’attacco, soffocati dai raddoppi avversari e senza la lucidità necessaria per cercare la giocata come quella che, ad esempio, ha portato al gol di Strefezza (5,69) contro il Brescia.

Ancora Lucioni si distrae e perde nuovamente una palla pericolosa in area di rigore.
Alla ricerca dello smalto perduto
Niente lucidità, dunque. Baroni (5,67) aveva un po’ messo le mani avanti denunciando come la mancanza di allenamenti, per una squadra che gioca con la palla tra i piedi e non di rimessa, abbia un maggiore impatto negativo riguardo le energie psicofisiche.

Plizzari respinge il tiro parmense ma verso l’area piccola…
Non si riesce più a cogliere il momento adatto in cui alzare il ritmo, sferrare gli attacchi, colpire i punti deboli degli avversari in maniera cinica e spietata come fatto in tutto il girone d’andata.

…dove Barreca resta a guardare Man che, incredibilmente, incespica sulla palla.
A questo si aggiunga l’impossibilità di testare alternative tattiche che possano dare sferzate a partite bloccate come quella del Tardini, per cui il mister è “costretto” ad affidarsi all’estro dei panchinari che, però, al momento non sembrano avere nei piedi i jolly necessari a svoltare.

Hjulmand prova ad immortalarsi da lontanissimo: la coordinazione c’è, la potenza pure, la mira no.
L’apporto dei nuovi acquisti, poi, fin qui è stato praticamente nullo: non bocciati, ma rimandati senza appello a dopo la sosta, quando dovranno dimostrare di non essere arrivati in Salento per fare numero.

Sul ribaltamento di fronte di nuovo Benedyczak a tu per tu con Plizzari spreca disturbato da Tuia.
Freschezza fisica, imprevedibilità tattica, brillantezza tecnica: il Lecce da questa pausa deve recuperare praticamente tutto tranne, forse, il morale.

Occasionissima per il Lecce nel finale con Strefezza che spara su Turk in uscita.
Perchè la cosa straordinaria è che i giallorossi comunque non perdono, nemmeno in gare come quella in terra emiliana in cui gli dei del calcio sembrava avessero apparecchiato tutto per una beffa.

Non una ma due volte.
Un segnale che va interpretato in maniera totalmente positiva, senza incertezze: il Lecce è una squadra che può e deve puntare alla promozione diretta insieme alle altre cinque del lotto, rispetto alle quali non ha niente di meno se non quel pizzico di entusiasmo da underdog che sta facendo volare la Cremonese.
E allora sotto con gli allenamenti, si resetti tutto e si riparta da Aprile col Frosinone per l’ultima e più importante fase di questo torneo cadetto.

L’ultimo tentativo è il destro a giro di Di Mariano su cui Turk vola con la mano di richiamo.
Le pagelle definitive: le medie voto finali in base ai giudizi della stampa locale e nazionale.

Clicca per ingrandire la tabella delle pagelle definitive (in grassetto i migliori e peggiori per ciascuna testata)
La stagione del Lecce: Serie B 2021/22
Cremonese-Lecce 3-0
Lecce-Como 1-1
Benevento-Lecce 0-0
Lecce-Alessandria 3-2
Crotone-Lecce 0-3
Cittadella-Lecce 1-2
Lecce-Monza 3-0
Ascoli-Lecce 1-1
Lecce-Perugia 0-0
Brescia-Lecce 1-1
Lecce-Cosenza 3-1
Lecce-Parma 4-0
Frosinone-Lecce 0-0
Lecce-Ternana 3-3
Spal-Lecce 1-3
Lecce-Reggina 2-0
Pisa-Lecce 1-0
Pordenone-Lecce 0-1
Lecce-Cremonese 2-1
Lecce-Vicenza 2-1
Como-Lecce 1-1
Lecce-Benevento 1-1
Alessandria-Lecce 1-1
Lecce-Crotone 3-0
Lecce-Cittadella 1-2
Monza-Lecce 0-1
Lecce-Ascoli 3-1
Perugia-Lecce 1-1
Lecce-Brescia 1-1
Cosenza-Lecce 2-2





