La media voto dei calciatori del Lecce in base alle Pagelle della stampa nazionale e locale, con le considerazioni della Penna Verde.
Ancora un’altra gara con l’urlo del gol strozzato in gola. Ancora un altro avversario che esce immeritatamente impunito dal Via del Mare. Ancora la sensazione di aver sprecato un’occasione.
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con gli highlights di Lecce-Lazio 0-0
Migliori e Peggiori per la Stampa locale e nazionale
RAMADANI 6,85. Come sempre macina chilometri, recupera qualche pallone e va anche un paio di volte al tiro, facendo tremare la traversa. Come sappiamo dal giorno in cui è arrivato a sostituire Hjulmand, non è il geometra bensì il polmone del Lecce. Migliore in campo per la stampa locale e nazionale.
COULIBALY 6,65. Se Ramadani è il polmone, lui è il factotum, unico per tecnica ed esperienza in grado di fare le due fasi a un discreto livello per la categoria, leggendo benissimo le situazioni e gli spazi che si creano in campo. E dunque occorre ribadire: con lui e Ramadani inamovibili, se Gandelman è questo (e ci piace), come si fa a preferire dal primo minuto Banda (leggi 4-3-3) a Maleh (4-3-2-1, in attesa di Berisha)? Maleh che per altro non entra neppure per sbaglio, all’89°, quando invece fa il suo ingresso Morente…
SIEBERT 6,45. Al momento il migliore acquisto del mercato estivo del Lecce. Nonostante le poche presenze e l’iniziale difficoltà di adattamento, questo ragazzone tedesco sta mostrando partita dopo partita non solo di valere la cifra che è stato pagato, ma anche di avere tutte le qualità necessarie per sostituire il partente (a breve o medio termine) Tiago Gabriel, il quale nel frattempo ha pensato bene di sfoderare una prestazione alla Umtiti con un numero imprecisato di anticipi secchi e uscite a metà campo.

CHEDDIRA 5,9. Non riesce, almeno momentaneamente, a risolvere a parecchie migliaia di salentini il problema di tifare per una squadra che non fa mai gol. Con la speranza che non interiorizzi troppo presto questa frustrazione, non abbiamo visto un fenomeno ma una prima punta mobile (o seconda punta pesante, in base ai punti di vista) con dei movimenti che né Stulic né Camarda, per caratteristiche, ci avevano fin qui mostrato. Oltre a una voglia che promette bene.
BANDA 5,85. Già al 5° minuto si esibisce nel suo pezzo forte: la scivolata da dietro, stavolta al limite dell’area di rigore. Lo stadio trattiene il fiato e poi, scampato il pericolo, Ramadani gli fa ampi cenni di stare calmo e usare la testa. Lui recepisce, fa il suo e si impegna anche in un paio di buoni recuperi, l’arbitro gli fischia spesso spallate che sarebbero regolari ma lì davanti continua a dare segnali inequivocabili di Serie B. Per cui meglio ci vada lui in prestito per ringalluzzirsi un po’ in questi ultimi giorni di mercato, anziché il Lecce a fine stagione. Fosse stato sostituito già all’intervallo non ci sarebbe stato nulla da dire, anzi: quando entra Sottil i giallorossi tornano a imperversare nella metà campo della Lazio e molti si sono chiesti perché aspettare il 64°.
STULIC 5,5. Come sempre controcorrente, a noi Stulic sta continuando a non dispiacere. E ribadiamo: non ci accontentiamo del sacrificio, della corsa, del pressing, di far salire la squadra, ecc. Ma ci pare assai evidente da come sta imparando ad andarsi a cercare i palloni e a vincere sponde e duelli fisici (cosa che a inizio campionato era puntualmente sottolineata a suo sfavore, quasi sfiorando l’accanimento), che abbia bisogno del supporto di una seconda punta, di un paio di incursori o trequartisti. Insomma, di avere qualcuno vicino, giacché cross non ne arrivano, non ne sono arrivati e probabilmente non ne arriveranno mai (Sottil a parte, che però a quanto pare non ha più di mezzora nelle gambe). E allora come è possibile che neppure contro una Lazio rabberciata fisicamente e demolita psicologicamente non si sia osato mettergli accanto Cheddira (che ha anche caratteristiche complementari, volendo) per uno spezzone di partita? Perché si ha sempre la sensazione che non ci si provi fino in fondo a vincerla la partita, anche contro squadre come Sassuolo, Verona e la stessa Lazio (per non parlare del Parma, vabbè) che avrebbero meritato di uscire a secco dal Via del Mare? Come si spiegano due cambi su cinque nel calcio moderno e in una partita dove si sta cercando di tenere l’avversario schiacciato nella sua metà campo per poi, dai e dai, punirlo? Cosa bisogna fare, dunque, per vedere una svolta tattica a partita in corso, uno spartito diverso, un qualcosa che ci faccia pensare “si, ok, ci stiamo provando” e non “qui va a finire come Frosinone e Venezia?”.
Le pagelle definitive: la tabella con le medie voto finali in base ai giudizi della stampa locale e nazionale.

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Serie A 2025/26: le pagelle definitive del Lecce
Genoa-Lecce 0-0
Lecce-Milan 0-2
Atalanta-Lecce 4-1
Lecce-Cagliari 1-2
Lecce-Bologna 2-2
Parma-Lecce 0-1
Lecce-Sassuolo 0-0
Udinese-Lecce 3-2
Lecce-Napoli 0-1
Fiorentina-Lecce 0-1
Lecce-Verona 0-0
Lazio-Lecce 2-0
Lecce-Torino 2-1
Cremonese-Lecce 2-0
Lecce-Pisa 1-0
Lecce-Como 0-3
Juventus-Lecce 1-1
Lecce-Roma 0-2
Lecce-Parma 1-2
Inter-Lecce 1-0
Milan-Lecce 1-0





