La media voto dei calciatori del Lecce in base alle Pagelle della stampa nazionale e locale.
Emergono solo Hjulmand e la difesa.
Pettinari, polveri bagnate.
Lecce ancora col motore ingolfato: con la Virtus Entella ultima in classifica sciupa tanto e non va oltre lo 0-0.

Sticchi Damiani per nulla soddisfatto ha comunque elogiato la squadra e confermato Corini: a che scopo infatti esonerarlo ora?
– Qui il video degli highlights del match –

La giornata di grazia del 19enne portiere dell’Entella Alessandro Russo comincia al quarto d’ora su Rodriguez.
Aggrappiamoci alle statistiche
Inutile nascondersi dietro tanti giri di parole: il Lecce visto con la Virtus Entella riesce addirittura a far peggio di quello di sabato a Pescara, non andando oltre lo 0-0 con l’ultima in classifica. Lontana parente di quella che strapazzò i liguri all’andata, la squadra salentina appare irrequieta, sofferente, col motore costantemente ingolfato. Ansia da prestazione, verrebbe da dire, anche se in questi casi una parola è poca e due sono troppe per descrivere una gara che ha ovviamente rabbuiato ulteriormente la piazza.

Russo si ripete poco dopo sul colpo di testa di Maggio, che si scambia di posizione con Henderson da cui riceve il cross.
Volendosi aggrappare a qualcosa c’è da dire che ai punti la prestazione c’è stata, con diverse occasioni da rete create e altrettante parate del giovane portiere luciferino Russo (teoricamente il quarto in rosa, in prestito dal Sassuolo). Statistiche non scontate se è vero – com’è vero – che di fronte c’era una squadra letteralmente col pullman parcheggiato davanti alla propria porta. E ne avrà da dire il mister biancoceleste Vivarini, la cui dichiarazione “Nel secondo tempo abbiamo dominato” sarebbe passibile almeno di una simbolica multa, per non dire di un tso.

Il corridoio visto da Rodriguez per liberare Mancosu è semplicemente magico…
Guardando le chance di Pettinari (4,89: peggiore in campo per la stampa), Rodriguez (5,72), Mancosu (5,75), Stepinski (5,7) o Yalcin (5,65) ci si potrebbe appellare alla sfortuna o ad un’insufficiente cattiveria agonistica ma sarebbe comunque aria fritta. Il fatto è che in alcuni momenti della partita il Lecce non riesce ad azzannare l’avversario. Ad esempio, i giallorossi portano bene il pressing appena dopo la metà campo, ma una volta costretti gli avversari a ripiegare e ricominciare dal portiere, la squadra non sale con la necessaria velocità e convinzione per mettere in difficoltà i portatori in uscita o aggredire la cosiddetta seconda palla.

L’assist del capitano per Pettinari è perfetto ma la punta, per quanto disturbata, si mangia un gol incredibile.
Ovvero l’unica maniera che spesso si ha per sorprendere un undici in trasferta costantemente arroccato come l’Entella.
Niente spazi di manovra, dunque, cambi di versante troppo lenti ma soprattutto eccessiva timidezza nel saltare l’uomo: tutte le volte che il Lecce lo fa, infatti, crea pericoli. Ma la percezione è che siano sempre troppo poche.

La disperazione di Pettinari dopo la clamorosa occasione da gol fallita: il giallorosso continua ad essergli stregato.
Come la fai la sbagli
Dopo una gara così se ne potrebbero dire di tutte e di più ma, anche a distanza di 24 ore, il rischio di incorrere in nocive banalità è altissimo.
Il primo caprio espiatorio è ovviamente l’allenatore Corini (5,16), reo non solo di non aver dato ancora una vera identità di gioco alla squadra, ma anche di non trasmettere la giusta fame ai suoi giocatori.

Il duello tra Pettinari e Russo prosegue, ma a spuntarla è sempre l’estremo difensore.
E dire che, sprezzante di quelli che dovrebbero essere i programmi societari di medio lungo termine, il mister lombardo carica ogni settimana i suoi spronandoli a inseguire un piazzamento di vertice che, ad oggi, continua ad essere a portata di mano. Un tentativo di motivare i giocatori che forse sta sortendo gli effetti contrari, portando quell’ansia da prestazione di cui sopra a cui forse potrebbe far da contraltare una spensieratezza che alleggerirebbe l’organico giallorosso dalle sue zavorre.

Stavolta è Pettinari ad assistere Mancosu, ma la girata di prima finisce sul fondo.
Ma anche di questo non c’è riprova, perchè se un atteggiamento del genere farebbe sicuramente comodo alla mente dei giovani, lo stesso non si può dire per quella dei veterani, forse desiderosi di quell’altro tipo di stimoli.
Come la fai la sbagli? Può darsi di si.

Mancosu pesca Henderson sul secondo palo, ma lo scozzese controlla con una frazione di secondo di troppo e non vede il corridoio orizzontale per l’accorrente Pettinari sul secondo palo.
Certo è che se fosse entrata almeno una delle palle gol create magari staremmo qui a parlare di un’altra partita. Perchè no, di una goleada come a Chiavari. Ma il calcio è anche questo e se Sticchi Damiani, al netto della logica delusione, conferma a gran voce Corini e afferma che la squadra ha dato tutto, lottando e impegnandosi, da tifosi abbiamo il dovere di credergli e fidarci.

Sullo sviluppo della stessa azione, su una delle rare seconde palle riconquistate dal Lecce, è ancora Russo ad opporsi a Rodriguez.
D’altronde il campionato del Lecce rispecchia a tutti gli effetti quello che era stato promesso alla vigilia: parte sinistra della classifica tranquilla, magari con un pensierino ai playoff, con un orientamento più rivolto al lancio dei giovani che alla creazione immediata di un progetto tattico.

L’occasione forse simbolo della partita: il miracolo di Russo sull’incornata di Stepinski all’89°.
Prozac Lecce
Esonerare dunque perchè? Per tentare una volata promozione? Per chiamare un chissà quale mago della panchina che faccia spumeggiare il Lecce dall’oggi al domani?
È innegabile che l’emersione di talenti come Hjulmand (6,2: migliore in campo per la stampa) e Rodriguez ma anche Bjorkengren (5,89) o Gallo (6,07) abbia sorprendentemente quanto improvvisamente elevato il livello della rosa del Lecce forse al primo posto – sempre sulla carta – tra gli organici di Serie B, ma questo non significa in automatico fuga per la vittoria. Tutt’altro, conferma che per vincere nel calcio non basta la componente tecnica ma serve la concomitanza funzionale di tutta una serie di ulteriori variabili che non sono di secondo piano.

L’ultima occasione è per Yalcin che, in posizione regolare, tenta invano una rovesciata spettacolare.
Domenica intanto si va a Reggio Emilia e anche qui, c’è da star sicuri, sarà una partita completamente differente da quella dell’andata dove i granata furono strapazzati 7-1. Affacciamoci dunque con curiosità e la consueta dose di sana pazienza al prossimo match, per capire se il Lecce sarà in grado di ripartire prendendo il poco di buono visto con l’Entella, oppure se si lascerà andare allo sconforto così come stanno facendo in queste ore tanti dei suoi tifosi, che contro avversarie di bassa classifica si aspettavano decisamente di più.
Uno sconforto che razionalmente sarebbe immotivato, ma dal momento che il calcio vive di sentimenti ed emozioni irrazionali non si può certo biasimare.

La delusione di Yalcin che, forse, avrebbe potuto tentare una soluzione più concreta.
Le pagelle definitive: le medie voto finali in base ai giudizi della stampa locale e nazionale.

Clicca per ingrandire la tabella delle pagelle definitive (in grassetto i migliori e peggiori per ciascuna testata)
Le pagelle definitive del Lecce: Serie B 2020/21
Lecce-Pordenone 0-0
Ascoli-Lecce 0-2
Brecia-Lecce 3-0
Lecce-Cremonese 2-2
Cosenza-Lecce 1-1
Lecce-Pescara 3-1
V. Entella-Lecce 1-5
Lecce-Reggiana 7-1
Chievo-Lecce 1-2
Lecce-Venezia 2-2
Lecce-Frosinone 2-2
Salernitana-Lecce 1-1
Lecce-Pisa 0-3
Spal-Lecce 1-0
Lecce-Vicenza 2-1
Cittadella-Lecce 2-2
Lecce-Monza 0-0
Reggina-Lecce 0-1
Lecce-Empoli 2-2
Pordenone-Lecce 1-1
Lecce-Ascoli 1-2
Lecce-Brescia 2-2
Cremonese-Lecce 1-2
Lecce-Cosenza 3-1
Pescara-Lecce 1-1





