La media voto dei calciatori del Lecce in base alle Pagelle della stampa nazionale e locale, con le considerazioni della Penna Verde.
Il Lecce non riesce a segnare neppure contro un Toro senza tifo, impaurito e schiacciato per un tempo nella sua metà campo. Ennesima sconfitta (evitabile?) a margine di un mercato deludente.
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con gli highlights di Torino-Lecce 1-0
Migliori e Peggiori per la Stampa locale e nazionale
FALCONE 7,1. Ennesima domenica con miracoli su miracoli, anche se il gol nasce da un suo disimpegno errato di piede. Certo, però, ha salvato così tante volte le terga ai compagni che se una volta ogni tanto fosse stata la squadra a rimediare a una sua topica, ci saremmo risparmiati anche questo commento.
BANDA 6,25. Entra e mette in scena la sua solita performance alla Tazmania dei Looney Toones: tanta velocità che sostanzialmente si traduce in tanta confusione e nessuna concretezza. Una sola volta becca il palo con un tiro a rientrare ma era in fuorigioco… santanotte.
COULIBALY 6,1. Oltre a Falcone e Banda, solo lui e Sottil raggiungono la sufficienza all’Olimpico Grande Torino, dove il Torino di grande aveva solo il vuoto lasciato per protesta dalla Curva Maratona. In pratica, il Lecce giocava in casa grazie ai 1500 cuori giallorossi che sicuramente avranno pensato “oggi la palla dentro la spingiamo noi“. Purtroppo, però, serve anche la collaborazione di chi sta in campo. E il Lecce di quest’anno non collabora.

PIEROTTI 5,25. Sarà pure un equivoco tattico come afferma qualche penna locale. Sarà che a fine anno avrà fatto più gol dell’anno scorso, come fa intendere Corvino. Sarà quel che sarà, ma lo abbiamo visto ala, trequartista, seconda punta, falso nove, terzino e insomma… fai queste 4-5 reti e zittiscici, perché non abbiamo neppure più la forza di criticarti.
D.VEIGA 5,2. Balla tantissimo sulla sua fascia di competenza, si perde Adams nell’azione del gol guardando solo la palla, sciupa una ghiotta occasione su assist delizioso di Gandelman. Da quando contro la Juventus è stato costretto a entrare febbricitante al posto dello spaesato Perez (visto che Kouassi era stato bocciato), l’antifona è stata chiara: Danilo Veiga non ha riserve. La domenica, così come in allenamento, è sempre sicuro del posto. Dalla Juve in poi, il portoghese è calato di partita in partita, offrendo prestazioni ben al di sotto delle sue potenzialità che, per chi scrive, sono anche superiori a quelle di Gendrey: potenzialmente un ottimo “quinto” o tornante, come si diceva un tempo. Un’involuzione – sempre a parer di chi scrive – che potrebbe avere proprio alla base una mancata concorrenza interna, l’azzeramento degli stimoli settimanali che è un qualcosa di denunciato sin dai tempi di Liverani. Eccoci qui, dunque, a rimpiangere Zanon, della Carrarese. O, meglio, a chiederci come è possibile che il Lecce non abbia neppure la forza di acquistare un terzino destro dalla media Serie B (con il dovuto rispetto alla Carrarese, perché a noi infastidisce quando i tifosi delle big fanno gli stessi ragionamenti col Lecce…) per mettere pressione (o qualcosa in più) al titolare. Non chiedevamo Insigne (che pure è finito al Pescara, ultimissimo in B…). Non chiediamo di essere il Barcellona o chissà cosa. Siamo tutti più o meno consapevoli che per noi gli Zanon sono buoni acquisti, che addirittura prendere gli scarti delle dirette concorrenti (tipo Luvumbo) sarebbe stato meglio che niente. Però così, davvero, non si sa più a cosa aggrapparsi.
SALA 5. Secondo noi non sa neppure lui perché è entrato, cosa ci si aspettava dal suo ingresso. Sbaglia tutto lo sbagliabile nel momento degli attacchi decisivi, e vabbè, adesso la croce non sarà mica tutta addosso a lui. O a chi lo mette. O a chi lo ha comprato. Però, anche a margine della conferenza stampa della direzione tecnica post mercato, urge da parte nostra l’esigenza di esprimere un concetto non breve. Il Calcio è qualcosa di talmente grande e complesso che non si può ridurre solo a un aspetto razionale, tecnico, finanziario, progettuale puntualmente evidenziato a ogni uscita pubblica da Pantaleo Corvino. Ma neppure – si badi bene – soltanto all’aspetto sportivo, passionale, identitario, territoriale in base al quale moltissimi tifosi in questo momento si sentono delusi, amareggiati, in qualche caso perfino traditi. La bravura sta nel saper gestire con equilibrio entrambe queste componenti. Se ricordate, ad esempio, la famiglia Tesoro ai tempi della C chiamò i vari Giacomazzi, Chevanton, poi Moriero in panchina, Miccoli, Lepore e così via. E fu un disastro. Perchè mancò totalmente l’aspetto progettuale e si voleva soltanto dare dei nomi alla piazza per ingraziarsela ed espiare, così, il proprio “peccato originale” mostrando una sorta di attaccamento per essere accettati dall’ambiente.
Oggi, invece, nonostante si abbia un management interamente del territorio, che prima di diventare dirigente è stato ed è tifoso e in quanto tale ha sofferto, la condizione di indigenza, di povertà cronica rispetto ai nostri competitor ci sta schiacciando sull’aspetto progettuale. E non si è pensato che, forse, anche soltanto un prestito per rinvigorire le speranze delle migliaia di tifosi che supportano attivamente, sempre e comunque la squadra, sarebbe stata una mossa utile, tanto a livello tecnico quanto psicologico, inteso sugli spalti così come nello spogliatoio (altro argomento tirato in ballo ai microfoni). Perché perdere non è mai stato un problema, a Lecce. Il problema è sempre stato un altro, ovvero come perdi, come vai in campo, come e quanto lotti, come ti approcci alla partita. E a questa squadra non si può certo dire che non lotti, ma proprio non ce la fa, non riesce. E se dall’allenatore non arrivano guizzi creativi per scompigliare le carte e dalla dirigenza non arrivano innesti tali da poter anche solo pensare “adesso magari qualcosa cambierà“, cosa stiamo chiedendo alla gente più che sostenere una squadra che segna un gol ogni due mesi? Sicuramente il migliore Direttore Sportivo in Italia – ancora oggi, nonostante Sartori – ha le sue sacrosante ragioni ad essere amareggiato perché i tifosi non comprendono i suoi sforzi, ma purtroppo dovrebbe considerare l’eventualità abbastanza tangibile che sia vero anche il contrario. E allora, possibile che non ci sia proprio modo di venirsi incontro, di trovare un compromesso, una soluzione a metà strada?
Questo è il Lecce migliore di sempre dal 1908 e bisogna tenerselo stretto. Ma tenersi stretto qualcosa non significa stringerlo fino a soffocarlo. Serve aria, serve accanto al “sano realismo” (cit.) anche quel pizzico di sana follia che faccia sentire tutti – dal Presidente all’ultimo occasionale col biglietto omaggio – sulla stessa barca. Perché se è vero che i bilanci sani garantiscono il futuro, è la speranza che accende il presente. E il Lecce, per restare grande, ha bisogno di entrambe: della calcolatrice di Corvino e Mencucci, certo, ma anche di quel battito di cuore che solo un gol sa regalare. Non si chiede la Luna, di indebitarsi o di sconfessare tutto il percorso, ma solo di non sentirci un “esperimento di laboratorio” (cit.). Il rischio, oggi, è che a forza di essere razionali si finisca per diventare freddi. Venirsi incontro non è un segno di debolezza, ma di intelligenza: il Calcio senza il calore della gente è solo un’azienda che produce delusioni statistiche. E il Calcio, a queste latitudini, non è mai stato solo una questione di sopravvivenza contabile. Bensì un atto d’amore. E l’amore, per restare vivo, ha bisogno di essere alimentato, non solo giustificato. Se la dirigenza e la piazza continueranno a parlare due lingue diverse, il rischio è di ritrovarsi con i conti in ordine in uno stadio che ha smesso di sognare. E sarebbe un peccato imperdonabile, proprio ora che siamo arrivati così in alto.

Le pagelle definitive: la tabella con le medie voto finali in base ai giudizi della stampa locale e nazionale.

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Serie A 2025/26: le pagelle definitive del Lecce
Genoa-Lecce 0-0
Lecce-Milan 0-2
Atalanta-Lecce 4-1
Lecce-Cagliari 1-2
Lecce-Bologna 2-2
Parma-Lecce 0-1
Lecce-Sassuolo 0-0
Udinese-Lecce 3-2
Lecce-Napoli 0-1
Fiorentina-Lecce 0-1
Lecce-Verona 0-0
Lazio-Lecce 2-0
Lecce-Torino 2-1
Cremonese-Lecce 2-0
Lecce-Pisa 1-0
Lecce-Como 0-3
Juventus-Lecce 1-1
Lecce-Roma 0-2
Lecce-Parma 1-2
Inter-Lecce 1-0
Milan-Lecce 1-0
Lecce-Lazio 0-0





