Con lo storytelling di Spaghetti Reggae restiamo nella Torino di fine millennio, più precisamente nello storico locale Hiroshima Mon Amour, che ha visto sbocciare un’altra band capace di scrivere la storia del ritmo in levare mainstream in Italia: Giuliano Palma and The BlueBeaters.
Dopo i Subsonica restiamo a Torino per certificare l’esplosione definitiva del reggae nel panorama mainstream della musica italiana.
Qui puoi riascoltare l’intera puntata di Militant Dub Area andata in onda venerdì scorso dalle 10 alle 12 su Radio Città Aperta.

Ben ritrovati amici ed amiche di Spaghetti Reggae. La nostra macchina del tempo in viaggio alla ricerca del reggae mainstream italiano è arrivata alla fine degli anni ’90. Ci troviamo in quel di Torino, dove la settimana scorsa abbiamo ascoltato i Subsonica con le loro contaminazioni elettroniche in levare provenienti dal sottobosco di circoli, pub e centri sociali dei Murazzi.
I veterani di quel periodo magico sulle sponde del Po ricordano una data fondamentale per quanto riguarda la scena reggae torinese e italiana tutta: il 18 marzo 1994. Quella sera, infatti, nel locale Hiroshima Mon Amour, si esibì per la prima volta una “one night band” ovvero un complesso di musicisti che avrebbero suonato insieme solo una volta, solo quella notte. Si trattava di veri fuoriclasse come Paolo Parpaglione, Cato Senatore, Mister T-Bone o Bunna, eccezionalmente al basso, tutti provenienti da progetti già ben avviati come Africa Unite, Fratelli di Soledad, Jamaican Liberation Orchestra o Casino Royale. E il coordinatore di questo progetto è proprio colui che nel 1987 aveva fondato i Casino Royale, diventandone la voce incofondibile, ovvero il milanese Giuliano Palma.
La serata dell’Hiroshima Mon Amour è ricordata da tutti come un successo strepitoso: un’interminabile carrellata di pezzi reggae, rock e soul dagli anni ’60 in poi, rivisitati in chiave ska e rocksteady da questo gruppo che verrà chiamato per l’occasione BlueBeaters, in omaggio alla celebre etichetta inglese Bluebeat, tra le primissime a stampare ska in Europa. Ovviamente si trattava di un “side-project”, ovvero un progetto a latere delle band principali di tutti i componenti e che dunque non aveva molto modo di essere coltivato, se non sporadicamente in qualche party dove, complice l’eco di quel 18 marzo ’94, i Bluebeaters erano sempre più richiesti. Una popolarità inattesa e talmente diffusa, che a cavallo tra il ’98 e il ’99 decisero di regalarsi una tournée estiva di 20 date, tutte completamente esaurite. A quel punto non restava che guardarsi in faccia e decidere di produrre un album, anzi The Album: questo il titolo originale del primo long playing che non credo sia mai stato inciso su vinile. I primi due singoli, una cover di Cher intitolata Believe e un’altra di Black dal titolo Wonderful Life, che abbiamo ascoltato in sottofondo, sono il traino delle vendite inizialmente aperte solo su Internet. La cosa va ben presto oltre e si decide di stamparlo su cd agli inizi del 2000 forti di una nuova collaborazione: quella con Gino Paoli, con cui registreranno altri due singoli inseriti nell’album e questi si, stampati anche su vinile, un 12” su etichetta King Size Records oggi quotato intorno ai 17€. Ed è dunque la versione bluebeat di un brano italiano del 1963 lo Spaghetti Reggae di oggi: loro sono Giuliano Palma & The Bluebeaters meets Gino Paoli, con la celeberrima Che Cosa C’è.
In questo terzo appuntamento stagionale di Spaghetti Reggae abbiamo dunque scavallato l’anno 2000, alla faccia del Millennium Bug, il fantomatico errore di sistema che avrebbe dovuto resettare tutti i computer. Certamente vi sarete accorti che il reggae mainstream che vi stiamo presentando è molto più vicino ai nostri gusti e ai nostri ascolti rispetto a quello di qualche puntata fa. Non sarà sempre così per tutta la stagione, lo preannuncio subito, ma rappresenta una caratteristica ben precisa dell’inizio del nuovo millennio. Ovviamente in questa sede non ci siamo mai dilungati molto sulla nascita della vera scena reggae indipendente italiana, ma alla fine degli anni ’90 questa era non solo floridissima da sud a nord e da ovest a est dello Stivale, ma anche molto molto seguita, tanto da avere suscitato l’interesse del mercato mainstream, come sempre accade quando qualche fenomeno riesce a coinvolgere non più le nicchie ma le masse. In quegli anni il reggae arriva ovunque: non solo nelle dancehall che sono dappertutto, ma anche nelle radio pop più impensabili, al cinema e persino in televisione, con ospitate in programmi tv e melodie italo-giamaicane utilizzate sempre più spesso come colonna sonora di sigle e pubblicità. Una moda, insomma, un’onda anomala che ha travolto la scena musicale nostrana e di cui Giuliano Palma e i BlueBeaters sono stati tra i principali surfers, grazie al loro perfetto mix tra la bella canzone di una volta e il ritmo indiavolato dello ska. Una formula originale e commercialmente vincente che, come racconta Antonio Crovetti, portava ai concerti non più le solite decine di inossidabili rude boys amanti del genere, ma una vera e propria folla sterminata ed eterogenea che passava dagli appassionati di reggae ai discotecari, dai frequentatori dei centri sociali agli ascoltatori di Radio Deejay. Un delirio di massa mai visto prima e che perdurerà per tutto il decennio, tant’è che come secondo piatto di oggi vi propongo un loro brano del 2005 ma in realtà scritto nel 1970 da tre signori chiamati Vito Pallavicini, Roberto Virano e Paolo Conte per la voce di Enzo Jannacci. Tratta dall’album Long Playing, loro sono Giuliano Palma e i Bluebeaters con Messico e Nuvole.
Nella prossima puntata entreremo nella settimana di Sanremo 2019, consapevoli di dover aggiornare la lista dei nostri Spaghetti Reggae con il brano che verrà cantato dai Boomdabash sul palco dell’Ariston, dopo la hit estiva con Loredana Bertè. Ci sarà tempo però per ascoltare le novità, perché la nostra macchina del tempo è assestata all’anno 2000 e in particolare nella città di Torino, che lasceremo in bellezza con una delle band più rappresentative della scena reggae italiana alle prese col tema della pena di morte.
Nella seconda parte ci sposteremo a Bergamo dove ripercorreremo gli esordi della carriera stratosferica di uno degli attuali artisti reggae più famosi del mondo…
Riascolta le puntate dello storytelling Spaghetti Reggae:
0) Stagioni 2017 (1966-1980) e 2018 (1980-1997)
1) Gerardina Trovato e Daniele Silvestri (1996)
2) Subsonica (1997)
Progetto grafico: Alberto De Leo
Tappeto sonoro: Giuliano Palma e i Bluebeaters – Wonderful Life (1999); Giuliano Palma e i Bluebeaters – Tutta mia la città (2007)
Fonti: Biografie Online, DiscoGS, Rockol, Skabadip, Wikipedia.





