Il miglior Lecce (6,71) degli ultimi anni annienta l’Udinese sul piano fisico, del gioco, dell’organizzazione e della grinta, sprecando anche più di quanto abbia segnato. Se è un sogno non svegliateci…

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con gli highlights di Udinese-Lecce 0-3

Migliori e Peggiori per la Stampa locale e nazionale

N’DRI 7,65. Lo stato gassoso (auto-cit.) stavolta si è solidificato. Partita mostruosa per chilometri percorsi e generosità anche in fase di ripiegamento e riconquista. Pur con tutti i limiti che conosciamo — e a voler fare del sarcasmo, si potrebbe dire che segna solo perché la palla gli sbatte letteralmente addosso — ci mette una quantità di grinta che non si raggiungerebbe nemmeno sommando quella di tutti e undici i giocatori dell’Udinese. La sua heatmap non mente, migliore in campo per la stampa locale e nazionale.

DI FRANCESCO 7,35. In questi giorni ho provato a chiedere in giro quale fosse l’ultima partita di Serie A in cui il Lecce avesse dominato totalmente l’avversario (si, lo so che queste cose oggi si fanno social per fare like e visibilità, io le faccio a voce, nel quartiere, che ci vuoi fare?). Molti hanno risposto Sassuolo-Lecce 0-3, qualcuno Lecce-Torino 4-0, chi addirittura un lontanissimo e zemaniano Messina-Lecce 1-4. Fatto sta che le giornate “perfette” del Lecce sono state talmente poche che dovremmo averle stampate a memoria nella mente, eppure si fa fatica a ricordarle. Udinese-Lecce è di sicuro una di quelle: se non la migliore prestazione in assoluto in Serie A, poco ci manca. Il Lecce non ha sbagliato nulla, se non quei 5-6 gol in più che poteva segnare. Perfino il “fuorigioco di unghia” di Piotrowski è sembrato venire in aiuto dagli déi del calcio (diciamocelo chiaramente: a parti invertite saremmo furiosi) e a fine gara il pubblico del Friuli (sempre splendido, al di là di tutto) regala applausi e standing ovation: sicuramente un messaggio inequivocabile ai propri, inguardabili interpreti in bianconero, ma anche un reale e sportivo apprezzamento per quanto visto fare dai giallorossi.
Un plauso che va dunque anche a Di Francesco ma che va condiviso a pieno titolo con la dirigenza. Perché se è vero che il Lecce di oggi è la squadra più alta del campionato (e tra le più alte d’Europa, con 187 cm di media), è anche vero che quelle doti bisogna saperle sfruttare sul campo, come dimostrano i ben 5 gol realizzati da palla inattiva finora. E senza dimenticare da dove si è partiti: ossia da un Lecce che in Serie A era un collettivo di mingherlini destinato a soffrire le compagini fisiche a partire proprio dall’Udinese, storicamente considerata “squadra di marcantoni” (leggere per credere ad esempio i commenti alle due sfide con i friulani del 2024/25). Se oggi siamo arrivati a sovrastare nel fisico, nel gioco e nel risultato una società modello come l’Udinese, il giusto merito va dato anche a chi ha curato questo percorso da dietro la scrivania.
Fatta questa doverosa analisi e tornando a mister Di Francesco, dopo aver azzeccato tutte le mosse contro i bianconeri di Runjaic, ci aspettiamo altrettanta sagacia contro quelli di Spalletti, in un momento tutt’altro che irreprensibile ma da affrontare senza l’intero centrocampo titolare: Coulibaly, Ilić e Berisha.

GASPAR 7,3. Sarà perchè in questo stadio si esalta sempre, ma abbiamo rivisto il Gaspar che conoscevamo. Ed era pure ora, no? Difficile in questa partita trovare qualcuno non all’altezza: pensate che il voto più basso è stato quello dell’inoperoso Falcone (6,05). Per questo non abbiamo ritenuto di metterlo tra i flop insieme all’unica, clamorosa, insufficienza.

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GEUBBELS 5,15. Anche volendo sorvolare sul fatto che ha lasciato i suoi in 10 per 4 minuti, il 5.15 di media voto con cui la stampa locale e nazionale lo bolla come il peggiore in campo ci sembra addirittura sovrastimato per quantità di gol sbagliati e per come li ha sbagliati. Bisogna respirare tanto e profondamente prima di parlare della prestazione di Geubbels. Perché se da una parte c’era la prima da titolare dopo l’infortunio, dall’altra c’è il precedente in Coppa Italia col Palermo che non depone a suo favore. Se da un lato c’è un grande movimento con la capacità di farsi trovare sempre al posto giusto per battere a rete, dall’altro resta la sensazione che quei gol fosse più facile segnarli che sbagliarli. O comunque: almeno uno andava messo dentro, anziché regalare a tutti quella fastidiosa ansietta tipica delle squadre che sprecano troppo e finiscono per farsi raggiungere. Ma, soprattutto, c’è che lui è arrivato per fare da titolare a Stulic e sarebbe davvero complicato – anche qui ci perdonerete l’iperbole – accettare che siamo stati capaci di prenderne uno perfino più sbilenco, oltre che più caro. Per cui no, no e proprio no: scacciamo a tutti i costi questo pensiero da incubo e rifugiamoci nelle parole di Di Francesco: “Spero che i gol se li sia tenuti da parte per la prossima gara“.

Le pagelle definitive: la tabella con le medie voto finali in base ai giudizi della stampa locale e nazionale.

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Le pagelle definitive del Lecce, Serie A stagione 2026/2027

Venezia-Lecce 0-2
Lecce-Roma 0-4
Cagliari-Lecce 1-0
Lecce-Monza 3-2
Milan-Lecce 3-0
Lecce-Bologna 1-2