A Di Francesco riesce la strigliata: il Lecce si ritrova combattivo e, pur concedendo tanto a un Monza meno concreto e organizzato, vince un importante scontro diretto.
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con gli highlights di Lecce-Monza 3-2
Migliori e Peggiori per la Stampa locale e nazionale
COULIBALY 7,7. Infaticabile, indomabile, indispensabile.
ILIC 7,1. Vederlo all’opera è un piacere. Non solo per ciò che appare in superficie – leggi maestria sui calci piazzati – ma anche per quello che spesso resta nascosto, ovvero la capacità di dirigere l’orchestra coi movimenti (ad esempio abbassarsi in fase di costruzione sulla linea dei difensori o addirittura sulla zolla di Gallo che così può alzarsi senza problemi), con la voce e con la gestualità. Questi sono sicuramente “gli alti” di Ilic, ma siccome ci hanno detto di aspettarci anche “i bassi” noi restiamo in campana.
TIAGO GABRIEL 6,85. Stacco imperioso e poi svarione difensivo subito dopo. In fase di riassestamento post calciomercato.
DI FRANCESCO 6,85. Nelle ultime due conferenze aveva fatto un inatteso (e per certi versi preoccupante) “all in”, richiamando all’ordine una squadra rea di scendere in campo troppo molle per poter ambire alla salvezza. Missione compiuta e complimenti al mister, dunque, per aver saputo rischiare — a Cagliari era sembrato quasi un mezzo ammutinamento — ottenendo dai suoi ragazzi quella grinta e quella coesione indispensabili per fare punti nei pugnaci scontri diretti della massima serie. Anche col Monza, infatti, i giallorossi si prendono bei rischi in una gara avvincente: se da un lato c’è da ringraziare l’imprecisione avversaria, dall’altro la squadra si conferma — proprio come a Venezia — ben tarata sull’obiettivo, forte di quattro anni consecutivi passati a lottare contro i giganti. A maggior ragione, visto che in ogni percorso è plausibile affrontare degli incidenti, sbandate come quelle di Cagliari (e mettiamoci pure la Roma) possono essere accettate solo se considerate come tali.

PIEROTTI 5,8. Entra per mettere una pezza laddove N’dri non era riuscito, beccandosi anche l’ammonizione, ma se possibile fa anche peggio. Forse nell’idea tattica avrebbe dovuto impensierire l’autore del gol Mangas su quella fascia dando più respiro a Danilo Veiga. Invece Mangas esce e sulla corsia si sposta Birindelli, che in pratica lo salta tutte le volte che lo affronta e sempre costantemente nella metà campo giallorossa. Ingresso fallimentare su tutti i fronti.
STULIC 5,7. Prestazione di quelle che speravamo di non dover più vedere da parte sua. Tutti i segnali positivi – seppur flebili – che ci siamo tanto sforzati di cogliere, spazzati via da una domenica settembrina dove il croato sta sempre dove non va la palla, si fa spostare e tirare giù da chiunque e non riesce mai a dialogare costruttivamente con i compagni. Il boato liberatorio all’ingresso di Esteban parla più di qualsiasi didascalia.
MONTEIRO 5,5. Ben poco da commentare: in evidente ritardo di condizione atletica, anche quando tenta il dribbling e gli riesce viene costantemente rimontato in meno di una frazione di secondo. Probabilmente anche un po’ di studio in più sulle dinamiche della Serie A non gli guasterebbe, aspettiamolo con fiducia.
Le pagelle definitive: la tabella con le medie voto finali in base ai giudizi della stampa locale e nazionale.

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Le pagelle definitive del Lecce, Serie A stagione 2026/2027





