La media voto dei calciatori del Lecce in base alle Pagelle della stampa nazionale e locale.
Pettinari riaccende le vane speranze.
Rodriguez si immola e toglie a Mancosu la palma del peggiore in campo.

Da Baggio a De Gregori, la stampa ha scomodato tutta la retorica possibile dopo l’errore dal dischetto di Mancosu.
Al Via del Mare è tragedia sportiva: il capitano Marco Mancosu sbaglia il rigore decisivo a dieci minuti dalla fine della semifinale playoff col Venezia.
– Qui il video degli highlights del match –

Inconsolabile a fine gara, Mancosu voleva scrivere di suo pugno il lieto fine della stagione per sè e per il Lecce. Ma il calcio non sarebbe la più grande metafora dell’esistenza se la sua crudeltà non fosse pari a quella della vita.
Nessuno sfugge alle sconfitte
“Nessuno sfugge alle sconfitte. È meglio perdere qualche battaglia lottando per i propri sogni che essere sconfitti senza neppure sapere perché combattiamo“.
Con questa citazione di Paulo Coelho il Lecce femminile ha voluto rendere omaggio alla squadra e soprattutto al suo capitano, Marco Mancosu.

Dalla Salernitana in poi il Lecce non ha fatto altro che complicarsi la vita. E i playoff non hanno fatto eccezione.
Mi piace pensare che non sia stato solo il frutto di una googlata casuale, perchè Coelho scrisse queste parole nel suo libro Le Valchirie del 1992, in cui racconta il viaggio autobiografico nel deserto del Mojave per esorcizzare i propri demoni personali e conoscere il proprio angelo custode attraverso l’aiuto di donne guerriere.

I giallorossi ci hanno provato sin dall’inizio, ma sempre con l’ansia e l’affanno dell’inseguitore.
Una metafora che fotografa fin troppo bene la prospettiva attuale di Mancosu, che può contare sull’apporto di due straordinarie valchirie come la moglie e la figlia, che immaginiamo sorreggerlo proprio come quella sera di Lecce-Parma.
E proprio come quella sera sono ancora lacrime per il capitano del Lecce.
E forse ancor più amare. Perchè se dopo il Parma il pensiero di aver perso la Serie A struggeva così come il tiro dal dischetto decisivo a Marassi contro il Genoa, le due cose si sono maledettamente sommate ieri contro il Venezia, con un anno e tanti pensieri in più sulle spalle.

Henderson trova un buco nella difesa veneta. Dopo la sgroppata preferisce non andare sul fondo ma tirare.
Non per forza una battaglia
Marco Mancosu si è operato a marzo per asportare un cancro (parola tabù spesso sostituita con problema o grosso guaio), parrebbe a un testicolo, come fu per il collega Acerbi. Dopo l’operazione i medici gli hanno consigliato di considerare la stagione finita, invitandolo a Milano per un consulto su un eventuale ciclo di chemioterapia.

La deviazione di un difensore manda Maenpaa per terra. Rialzandosi non trattiene il pallone che finisce prima su Molinaro, poi sulla traversa e poi miracolosamente tra le braccia del portiere.
Un viaggio che Marco non ha mai fatto: dopo due settimane era già in campo a correre coi compagni, ai quali aveva raccontato di un’appendicite. Perchè giocare a calcio è la cosa che più gli piace fare e farlo con la maglia giallorossa del Lecce è ciò che lo rende felice. Non ha voluto mollare la squadra in un momento di difficoltà e non lo ha fatto nemmeno ieri, quando si è preso la responsabilità di calciare un pallone pesante quanto un macigno. Non solo per le sorti del Lecce, ma anche per le sue.

Lo sguardo di Molinaro verso Maenpaa diceva tutto di questa partita già dal 35°.
Adesso, infatti, per Marco probabilmente cominceranno le cure e non esageriamo con la retorica della battaglia: i pazienti di cancro non sono necessariamente guerrieri e chi non riesce a sconfiggere la malattia non significa che non abbia lottato abbastanza. Sempre restando nel calcio, ce lo confermano le parole di Luca Vialli: “Quella contro il cancro non l’ho mai considerata una battaglia, perché ho sempre pensato che il cancro è meglio tenerselo amico. L’ho sempre considerato un compagno di viaggio che avrei evitato. Adesso cercherò di farlo stancare, in modo che poi mi lasci proseguire”.

Gabriel respinge un’insidia veneziana da corner, ma la difesa del Lecce non riesce a ripulire l’area come dovrebbe.
Grazie Marco
Non è scontato, dunque, che Marco Mancosu possa tornare a giocare a pallone e, qualora questa malaugurata ipotesi si dovesse avverare, non sarà certo perchè Marco è un perdente, anzi. Come già ricordato altre volte, Mancosu è già entrato di diritto nel libro delle Leggende giallorosse e si conferma tale a maggior ragione dopo questi playoff.

Da quel pasticcio nasce il fallo, netto, di Maggio su Svoboda per il rigore dello 0-1.
Perchè solo prendersi quella responsabilità, per di più dopo Genova, significa che nel cuore hai una voglia di riscatto immensa, quella voglia che ti ha spinto in campo a trascinare la squadra e che ti fa sognare di essere decisivo per quella maglia che non sai se potrai più indossare.
Un coraggio e un amore per i colori giallorossi che ogni tifoso vorrebbe vedere in ogni suo calciatore. Ecco perchè non importa che quel rigore sia finito in curva.

Dal dischetto Aramu è freddo e preciso: Gabriel non tenta nemmeno la parata.
Certo, fosse entrato avremmo fatto festa. Probabilmente qualcuno sul web avrebbe fotomontato l’effigie di Mancosu sulla colonna di Piazza Sant’Oronzo. Ma fortunatamente a Lecce le vittorie non le fanno solo i risultati: lo sanno bene i Sonetti, i Bolchi, i Papadopulo, i Conte, i Garzya, i Cacia o i Chiricò.

Nonostante sia sotto al tramonto del primo tempo, il Lecce prova a reagire subito con Coda.
E lo sanno ancora meglio i vari Lorusso, Pezzella, Barbas, Pasculli, Moriero, Mazzone, Zeman, Conticchio o Chevanton. Da oggi probabilmente lo saprà anche Marco Mancosu, arrivato da Cagliari per entrare per sempre nel pantheon giallorosso.
E al quale possiamo dire solo grazie.

Il graffio del capocannoniere del campionato è venuto meno proprio nel momento decisivo.
Complimenti al Venezia
A differenza delle ultime uscite in conferenza stampa, sono sembrate molto più sensate le parole di Corini nel post-gara, eccetto un passaggio dove afferma che se c’era una squadra a meritare di passare il turno quella era il Lecce.
I giallorossi hanno provato a gettare il cuore oltre l’ostacolo, ma buttati via i 90 minuti dell’andata e i primi 45 del ritorno, fare due gol contro il cronometro è diventato sempre più difficile.

Mancosu entra nell’intervallo e prova subito a scuotere la squadra con una delle sue micidiali punizioni.
I problemi atletici e mentali emersi per oltre un mese e fino alla pessima gara d’andata sembravano solo un ricordo, ma non è bastato.
Traverse fortuite, palloni sfiorati ma non colpiti per centimetri, le parate del portiere e soprattutto quel maledetto rigore, calciato malissimo a dieci minuti dalla fine, hanno tenuto ancorato il Lecce ai suoi limiti e alla Serie B.

Sul cross di Coda svetta Dermaku ma ancora una volta Maenpaa si oppone.
Dal 2-0 alla Salernitana in poi sembrava tutto in discesa, ma è mancato quel qualcosa di indecifrabile, che non si può sintetizzare in un unico fattore ma che solitamente nel calcio è la somma di una serie di variabili la cui risultante è una e una sola: non è l’annata giusta.

Sulla ribattuta, però, Lucioni ci crede più di tutti e scodella in mezzo per Pettinari che non può sbagliare.
Dopo l’interminabile incubo della Serie C sempre a rischio sparizione, il Lecce di annate giuste ne ha vissute due consecutive con Liverani, volando direttamente in Serie A e avendo l’impressione che la palla entrasse anche soffiando.
La legge del contrappasso ha voluto poi che ci fossero due annate non storte, ma beffarde. Come beffarda, ingiusta e dolorosa è stata la retrocessione nella stagione interrotta dal Covid-19, altrettanto lo è stata questa.
Cari dei del calcio, facciamo pari e patta insomma?

Sul tiro di Maggio il braccio di Maleh è si ravvicinato ma largo e staccato dal corpo: rigore.
A differenza del 2020, però, le scorie che la squadra si dovrebbe portare dietro non sono negative, bensì cariche di una rabbia agonistica e voglia di riprendersi quanto sfuggito di un soffio quest’anno che di solito nel calcio fanno la differenza. È quello che tutti i tifosi salentini ovviamente si augurano, sebbene alcuni abbiano già messo una croce sull’allenatore.

Mancosu si prende la responsabilità della gloria o dell’infamia a dieci minuti dalla fine, ma calcia davvero male di piatto aperto col corpo all’indietro.
In attesa delle valutazioni che ovviamente tutte le parti in causa faranno, come abbiamo già avuto modo di dire a tempo debito, cambiare progetto tecnico e ricominciare tutto da capo dopo un quarto posto con migliore attacco e la promozione diretta sfiorata fino alla penultima giornata rischia di diventare un inutile passo indietro.

L’arbitro fischia con 7 secondi di anticipo mentre il Lecce stava portando l’ultimo attacco. Rodriguez sbrocca e lancia via la palla, prendendosi l’espulsione e anche la palma di peggiore in campo per la stampa che, altrimenti, sarebbe toccata a Mancosu.
Specie considerando che dirette concorrenti come Parma, Crotone, Benevento, Frosinone e sicuramente anche Monza, Pisa e Chievo dovranno ripartire con un ciclo da zero, pagando lo scotto del rodaggio che quest’anno è toccato al Lecce.

La teoria che quando si vince è per merito dei giocatori e quando si perde sia colpa dell’allenatore è stata di estrema attualità quest’anno con Eugenio Corini.
Le pagelle definitive: le medie voto finali in base ai giudizi della stampa locale e nazionale.

Clicca per ingrandire la tabella delle pagelle definitive (in grassetto i migliori e peggiori per ciascuna testata)
Le pagelle definitive del Lecce: Serie B 2020/21
Lecce-Pordenone 0-0
Ascoli-Lecce 0-2
Brescia-Lecce 3-0
Lecce-Cremonese 2-2
Cosenza-Lecce 1-1
Lecce-Pescara 3-1
V. Entella-Lecce 1-5
Lecce-Reggiana 7-1
Chievo-Lecce 1-2
Lecce-Venezia 2-2
Lecce-Frosinone 2-2
Salernitana-Lecce 1-1
Lecce-Pisa 0-3
Spal-Lecce 1-0
Lecce-Vicenza 2-1
Cittadella-Lecce 2-2
Lecce-Monza 0-0
Reggina-Lecce 0-1
Lecce-Empoli 2-2
Pordenone-Lecce 1-1
Lecce-Ascoli 1-2
Lecce-Brescia 2-2
Cremonese-Lecce 1-2
Lecce-Cosenza 3-1
Pescara-Lecce 1-1
Lecce-Virtus Entella 0-0
Reggiana-Lecce 0-4
Lecce-Chievo 4-2
Venezia-Lecce 2-3
Frosinone-Lecce 0-3
Lecce-Salernitana 2-0
Pisa-Lecce 0-1
Lecce-Spal 1-2
Vicenza-Lecce 1-2
Lecce-Cittadella 1-3
Monza-Lecce 1-0
Lecce-Reggina 2-2
Empoli-Lecce 2-1
Venezia-Lecce 1-0





