“Quando si è giovani si è tutti di sinistra, poi da grandi si diventa per forza di destra“.
Cosa c’entra questa frase con i giovani quarantenni del XXI secolo che si stanno progressivamente trasformando da workalcohlic – chi vive per lavorare – in thrivers – chi lavora per vivere?
Pensiero del giovedì mattina.
Mi ricordo che in adolescenza si sentiva sempre dire una frase tipo “quando si è giovani si è tutti di sinistra, poi da grandi si diventa per forza di destra”. Una frase che mi ha sempre un po’ ferito, ma che in fondo era abbastanza vera, come se a un certo punto della vita bisognasse in qualche modo piegarsi a degli obblighi, a degli schemi, per non restare fuori da quel circuito sociale ed economico disegnato egregiamente per noi dagli americani nel dopoguerra.
Oggi invece facevo una riflessione. Sempre più persone della mia generazione si stanno ribellando pacificamente a quegli schemi, a quegli obblighi di produzione e consumo frenetici che anziché la libertà e felicità promesse generano schiavitù e infelicità. Ognuno a suo modo, ma tantissimi stanno scegliendo di rallentare, di aderire meno, in una forma di “individualismo collettivo” in cui pensare al proprio benessere reale significa a cascata anche mettere un mattoncino per una comunità migliore.
Anche quelli che si professavano più yuppies, votati al successo, al denaro, all’accumulo, al lavoro come realizzazione totale e quasi unica della propria vita, stanno avendo dei ripensamenti. Un pensiero stupendo, e spesso maturato in autonomia, si insinua nelle menti dei “giovani quarantenni” del XXI secolo: lavorare, meno, lavorare tutti, produrre il necessario, redistribuire tutto. Cercare di buttare niente, a cominciare dalla propria vita.
Quindi ho ripensato a quella frase che sentivo spesso in adolescenza e mi sono accorto che forse siamo in un periodo storico in cui avviene esattamente il contrario: siamo cresciuti da giovani liberali, desiderosi di imprendere, comandare e possedere, ma quell’ansia ci è venuta a noia e stiamo invecchiando da socialisti, amanti della collettività, del bene comune e dello stare bene tutti, nessuno escluso.
Glossario
WORKALCOHOLISM: tendenza a lavorare eccessivamente in modo compulsivo, tale da sfociare in una dipendenza dal lavoro.
THRIVER: una persona che sa gestire la vita privata e quella professionale in modo diametralmente opposto rispetto a un workaholic; perché ha deciso di rallentare i propri ritmi lavorativi per “germogliare” su altri fronti più rilassanti, inclusa la famiglia.
QUIET QUITTING: in italiano detto anche “sciopero bianco”, significa lavorare nei tempi e nei modi previsti dai propri accordi, senza eccedere nei turni straordinari o assumersi responsabilità che non competono.
Original issue: 2/3/2023





