La media voto dei calciatori del Lecce in base alle Pagelle della stampa nazionale e locale, con le considerazioni della Penna Verde.

Lecce e Monza incerottate ma la spuntano i giallorossi con più voglia e organizzazione nonostante rigore sbagliato e autogol. Berisha incanta da playmaker.

Clicca qui per guardare la sintesi video
con gli highlights di Lecce-Monza 2-1

I voti della stampa, le considerazioni de La Penna Verde

FALCONE 6,05. Cominciamo subito col dire che per noi la colpa dell’autogol è al 90% sua. Da portiere esperto qual è, sembra non chiamare per nulla la palla a Dorgu, che non lo vede uscire dovendo badare appunto alla palla e a Bondo che lo insegue. Falcone esce dai pali forse pensando che avrebbe potuto abbrancare il pallone in area, ma poi si ferma a metà strada, lasciando che sia Dorgu a prendersi la responsabilità della scelta senza indirizzarlo o “geolocalizzarsi” con la voce. E Dorgu gliela dà con la potenza di chi si aspetta il portiere tra i pali e immagina che un pallone troppo molle potrebbe fermarsi appunto a metà strada ed essere preda di Bondo. A questo aggiungiamo un paio di pasticci molto gravi in fase di costruzione coi piedi che potevano costare carissimo e le solite uscite basse non perfette.

GUILBERT 6. Riesce a far prendere fiducia al greco Kiryakopoulos che pure aveva iniziato piuttosto sulle sue. Quando si ricorda di scendere fa il suo anche occupando una zolla di campo che tiene più in apprensione la difesa monzese, ma dietro scricchiola come tutto il reparto.

BASCHIROTTO 6,4. Torna a giocare nel centrodestra e raccoglie come meglio non si potrebbe il testimone da Gaspar: brutto, sporco e cattivo, dà sicurezza anche al nuovo compagno di reparto. E a un certo punto prova ad avvitarsi in una rovesciata che sarebbe stata il gol dell’anno.

JEAN 6,15. Cose buone e altre meno. Fisico, personalità e tanta voglia di dimostrare che in A ci può stare. Senso del posizionamento, capacità di anticipare e di non abboccare alle finte ancora tutte da rivedere.

DORGU 5,4. Nonostante la serpentina in area con cui si guadagna il rigore e una partita di sicuro più che diligente, la stampa è impietosa e per la seconda volta di fila lo vota peggiore in campo. Giampaolo lo riporta terzino per necessità dopo tanto tempo e lui ci mette un po’ a ricordarsi come si fa, visto che a parte il portiere quest’anno i ruoli li ha fatti tutti. Dalla sua parte il Monza spinge e spesso si trova solo contro due, perchè Morente rientra con la stessa voglia che ho io quando devo montare un mobile Ikea. Nel prezzo del riadattamento ci includiamo anche l’infortunio sull’autogol: ovvio che un difensore esperto un’occhiata al portiere la dà sempre, specie se è in vantaggio; lui si è fidato e ha fatto male, indirizzando il colpo di testa verso lo specchio della porta. Ma lo stadio intero che invoca il suo nome per incoraggiarlo dopo l’autogol è la miglior risposta che potete dare durante il cenone di Natale alla zia che anche quest’anno vi chiederà: “Ma ancora che segui il calcio?“.

COULIBALY 6,5. All’inizio è un po’ contratto, quasi spaesato forse dalla presenza di un nuovo compagno di banco. Non il solito Coulibaly, insomma. Poi, però, cresce alla distanza, sempre di più, fino ad impadronirsi della mediana, almeno fino a quando il Monza non alza il baricentro nel secondo tempo.

BERISHA 6,9. Bisogna davvero mordersi la lingua, perché il ragazzo è giovane ed è giusto che giochi senza pressioni. Ma col Monza da titolare si è preso sulle spalle la squadra dando geometrie, tempi e verticalizzazioni. Noi continuiamo ad andarci coi piedi di piombo, che al velluto ci pensa lui.

(RAMADANI 5,9). Entra quando Berisha non ha più fiato per mettere in ghiaccio la partita, ma è lì che il Monza sembra prendere il sopravvento e, in particolare, prenderlo sempre in mezzo nelle ripartenze centrali. Se la voce che gira su una sua presunta ernia da operare fosse vera, allora ci spiegheremmo tante cose.

RAFIA 6,2. Insieme a Berisha si prende la responsabilità dei possessi più difficili, non senza far correre brividi lungo la schiena del Via del Mare. Nonostante il giallo, ringhia su ogni pallone e ne recupera un paio in zona avanzata davvero ottimi che poi gli attaccanti sciupano. Possiamo affermare che se il Lecce gioca come nel primo tempo col baricentro molto alto, allora un giocatore così è un valore aggiunto. Viceversa può addirittura costituire un pericolo.

(HELGASON 5,85). Giampaolo lo preferisce a Kaba perché non voleva “consegnarsi all’avversario”. Lui però di palloni agli avversari ne consegna almeno un paio, prima di ritararsi e ricordarsi che si, il calciatore è il suo mestiere, saltando addirittura un uomo in velocità.

PIEROTTI 6,32. Compare e scompare dai radar, non dando riferimenti agli avversari ma talvolta neppure ai compagni. Nell’azione del secondo gol fa esattamente ciò che ci si aspetta da lui: usare testa, fisico e tecnica.

(KABA s.v.). Entra per Pierotti nel tentativo di alzare una diga finale, ma dimostra di saper anche fare di più.

KRSTOVIC 6,55. Calcia in pratica lo stesso rigore dell’Olimpico, ma Turati è super e glielo para. Non si disunisce e persegue nella sua classica partita da trattore avanzato in cui prova ad asfaltare qualunque cosa gli si pari contro e, appena c’è uno spiraglio, tirare. Gli va male una, due, tre volte, alla quarta sfonda la rete con una bella coordinazione che anticipa anche il possibile pensiero di una chiusura da parte del difensore.

(REBIC 5,95). Entra per tenere alta la squadra nel momento del maggior forcing brianzolo. Ci riesce a tratti, ma più spesso finisce per sprecare delle buone ripartenze o finendo in fuorigioco (vedi azione del rigore o contropiede di Helgason in cui non lo ha potuto servire) oppure con delle leziosità come tacchi o roulete che no, Lecce-Parma non ci ha insegnato proprio nulla.

MORENTE 6,95. La stampa lo incorona migliore in campo premiandolo per la sua prima rete in Italia. Sfrutta il lancio delizioso e visionario di Berisha con un bellissimo aggancio, poi ha un problema con le marce e rimane in seconda, finendo per farsi rimontare da due avversari. Fortunatamente, tutto è bene quel che finisce bene. Molto utile in fase di appoggio, liberandosi bene per fare da sponda alle triangolazioni coi compagni. Un po’ meno quando c’è da rientrare: lo fa troppo lentamente per aiutare concretamente Dorgu e comunque troppo distante dall’uomo con la palla. Speriamo che questa giornata segni un percorso in crescendo per lui.

Lecce Monza 2-1 Morente Krstovic Falcone Dorgu Berisha Giampaolo SerieA

GIAMPAOLO 6,78. Per quasi tutto il primo tempo il Lecce è proprio un bel vedere. I giocatori occupano bene gli spazi senza palla offrendo sponde per le triangolazioni e, grazie all’acume di Berisha schierato titolare, sanno anche quando è il momento di affondare e verticalizzare. Fisiologicamente si lascia anche qualche spazio, specialmente sulla fascia sinistra tornata di competenza di Dorgu. E quando, per eccesso di zelo, la difesa col portiere in primis regala qualche pallone di troppo. Ma il Lecce a pallone ci gioca e questa – insieme ai tre punti vitali per la classifica – è la cosa più confortante. Con i suoi limiti, certo, nelle sue possibilità e contro un avversario davvero male in arnese, sicuramente non inferiore tecnicamente ai giallorossi ma in un periodo particolare in cui risulta al confine dell’impresentabile.
Anche perché Giampaolo come Nesta ha a che fare con assenze pesantissime ma ha saputo fare di necessità virtù. Ramadani out, Berisha in dall’inizio è la prima innovazione, se vogliamo, all’impianto classico cui eravamo abituati. E funziona, tant’è che quando gli albanesi si danno il cambio nel secondo tempo la squadra ne risente. In molti, poi, si aspettavano Kaba per Rafia anziché Helgason, ma il mister ha spiegato che così facendo sarebbe stata una sostituzione troppo conservativa, che avrebbe consegnato il Lecce all’avversario. Secondo chi scrive Kaba è ottimo nelle due fasi, invece Helgason ha sofferto finché è stato nel mezzo, rifiatando poi una volta in fascia proprio grazie all’ingresso di Kaba per Pierotti. Dettagli a parte, il tour de force del Lecce è partito come meglio non si poteva, certo con qualche scricchiolio ogni tanto, ma niente a cui un tifoso salentino non sia già abituato.

Clicca per ingrandire la tabella delle pagelle definitive (in grassetto i migliori e peggiori per ciascuna testata)

Le pagelle definitive: la tabella con le medie voto finali in base ai giudizi della stampa locale e nazionale.

Serie A 2024/25: le pagelle definitive del Lecce

Lecce-Atalanta 0-4
Inter-Lecce 2-0
Lecce-Cagliari 1-0
Torino-Lecce 0-0
Lecce-Parma 2-2
Milan-Lecce 3-0
Udinese-Lecce 1-0
Lecce-Fiorentina 0-6
Napoli-Lecce 1-0
Lecce-Verona 1-0
Bologna-Lecce 1-0
Lecce-Empoli 1-1
Venezia-Lecce 0-1
Lecce-Juventus 1-1
Roma-Lecce 4-1