La media voto dei calciatori del Lecce in base alle Pagelle della stampa nazionale e locale.
La stampa si divide su Babacar e Farias.
Bene Lucioni e Paz, male Falco e Deiola.
Il Lecce (6,2) tira ma non segna: contro il Cagliari in trasferta arriva un punto ma potevano essere tre.

All’ultimo minuto Farias scaglia il destro della possibile vittoria, ma Cragno si distende alla sua destra e dice no.
Babacar e un palo che trema ancora
Come in tutte le partite più controverse, i reporter si dividono sui top e flop e il migliore per una testata è puntualmente il peggiore per l’altra. Così è accaduto anche in Cagliari-Lecce, in cui al tirar delle somme la media aritmetica boccia Babacar (5,65) e Falco (5,79) mentre promuove Farias (6,57) nonostante le discrepanze giornalistiche.
Un pareggio a reti bianche che però è frutto di una prestazione fatta a viso aperto da entrambe le squadre, con oltre 40 tiri nello specchio delle porte e gli estremi difensori sugli scudi. Nel complesso il Lecce meglio del Cagliari, col patron sardo Giulini che avrà sicuramente apprezzato i movimenti della squadra di Liverani (6,5), tecnico che è notoriamente sul suo blocchetto degli appunti.

Zenga abbraccia Liverani: il tecnico capitolino piace molto alla dirigenza del Cagliari.
L’allenatore giallorosso conferma gli stessi undici che hanno steso la Lazio, mentre Zenga schiera il terzino Lykogiannis nei tre centrali di difesa. È un punto debole, ma il Lecce non ne approfitta. Anzi, nei minuti iniziali concede una netta palla gol ai sardi con Joao Pedro che riceve al limite dell’area attirando su di sé Lucioni, Paz (6,5) e Calderoni (5,85) : Simeone è servito tutto solo ma sparacchia fuori di esterno destro.
Liverani urla ai suoi dalla panchina: “Vi siete accorti che la partita è cominciata?“.

La difesa del Lecce esordisce con un grave errore: in tre sulla palla e Simeone solo.
Il primo regalo di Lykogiannis avviene su un cambio di gioco apparentemente innocuo di Barak (6,3): il greco liscia e Falco ha tutto il tempo di stoppare e mettersi la palla sul sinistro dalla sua mattonella preferita. La suola della scarpa striscia però troppo sul prato della Sardegna Arena e il tiro risulta strozzato, preda più facile del previsto per Cragno che devia in corner.

Lykogiannis restituisce l’errore, buca la palla e Falco ha un cioccolatino sul suo piede preferito. Che però non scarta.
Un’occasione ghiottissima per il talento di Pulsano, che di lì a poco uscirà per infortunio. Il match ball però capita sui piedi di Babacar: sul tiro di Saponara la difesa rossoblu sbaglia il fuorigioco e il senegalese si ritrova tutto solo davanti a Cragno con un pallone che è soltanto da spingere in rete.
Ma che invece incoccia clamorosamente sul palo.

L’immagine clou della partita: Babacar stampa sul palo da due passi la palla più ghiotta del match.
Subito dopo il rimpianto è per Saponara (6,05): azione pregevole che parte dal tacco di Babacar e prosegue col suggerimento di prima in profondità di Mancosu proprio per Saponara che accelera, mette il corpo davanti a Lykogiannis ma poi in caduta tira fuori.

Saponara chiude in progressione una bellissima azione allargando però troppo l’angolo del destro.
L’emozione di Mancosu
Nainggolan è di un’altra categoria e si vede: quando esce per infortunio tutta la manovra cagliaritana ne risente. Anche il Lecce perde Falco e Calderoni e la sensazione è che più la partita vada avanti, più le energie giallorosse in campo vengano meno. Specialmente a centrocampo Barak e Mancosu (6,15) in posizione di mezzala hanno il fiato corto e con Petriccione (6,42) diffidato questo per Liverani è un rischio. Il rientro di Majer (6) e Deiola (5,75) in questo senso sarà una manna dal cielo se i due dimostreranno di aver presto recuperato i rispettivi polmoni d’acciaio.

Mancosu ha davanti a sé lo specchio e a sinistra Babacar da solo, ma preferisce servire l’accorrente Barak.
Il capitano giallorosso potrebbe avere lo spunto decisivo ma una volta entrato in area è forse tradito dall’emozione e anziché tirare serve un rimorchio che non c’è, con Babacar in gioco e solissimo in mezzo all’area piccola. Il palo successivo a porta vuota ma in fuorigioco fa testo solo per alimentare la credenza – più che legittima – che per il cagliaritano con la fascia giallorossa al braccio non fosse una partita qualunque.

Capitan Mancosu si dispera dopo l’occasione sciupata: per lui, cagliaritano doc, era una gara amarcord.
Da quel momento in poi comincia il duello tra Farias (6,57) e Cragno.
Al contrario di Mancosu, il brasiliano è un ex col dente avvelenatissimo e ci tiene a lasciare il segno, non essendo riuscito ancora a risultare decisivo coi salentini. Il primo tiro fa la barba al palo, il secondo chiama il portiere azzurro del Cagliari al miracolo.

Farias scaglia il suo destro che sibila fuori alla sinistra di un immobile Cragno.
Nel frattempo anche i padroni di casa si erano fatti vivi dalle parti di Gabriel (6,47) con l’indemoniato Nandez (sicuramente pezzo da novanta del prossimo mercato) e con Simeone ben fermato dal numero 1 brasiliano e dall’intervento successivo in spazzata di Lucioni (6,65: migliore in campo per la stampa).

Gabriel dice no a Simeone e sulla respinta Lucioni spazza prima dell’arrivo di Joao Pedro.
In apnea altre 6 giornate
Alla fine della fiera, l’unica nota su cui tutte le testate concordano è che si tratti di due punti persi per la banda di Liverani. Probabilmente gli stessi due punti estorti qualche giorno fa alla Lazio e guadagnati grazie ai miracoli del portiere Gabriel, stavolta rimangono in Sardegna a causa dei guantoni di Cragno.
La palla continua a essere rotonda e il Lecce torna terzultimo a sei giornate dalla fine dopo la vittoria del Genoa sulla Spal.
Il tempo per salvarsi c’è ancora e la prestazione della Sardegna Arena è tutto sommato confortante, nonostante il rimpianto di aver avuto occasioni perfette per gli interpreti in campo: le tre di Falco, Babacar e Saponara nel primo tempo, Mancosu e due volte Farias di destro nel secondo. Contro una squadra sicuramente più forte ma – va detto – senza motivazioni di sorta, la difesa del Lecce centra un clean sheet insperato e si concede “solo” un paio di distrazioni.
Dall’altro lato produce ma non concretizza, perde due titolari come Calderoni e Falco ma ne riconquista altrettanti con Deiola e Majer. Quando si gioca ogni tre giorni anche questi dettagli possono risultare fondamentali e resta poco altro da commentare. Si vive e si scrive in apnea, in attesa della prossima giornata.

Liverani rincuora Deiola alla fine del match: un punto è meglio di niente.
Le pagelle definitive: le medie voto finali in base ai giudizi della stampa locale e nazionale.

Clicca per ingrandire la tabella delle pagelle definitive (in grassetto i migliori e peggiori per ciascuna testata)
Le pagelle definitive del Lecce: stagione 2019/20
Pagelle del Primo Trimestre 2019/20
Pagelle del Secondo Quadrimestre 2019/20
Inter-Lecce 4-0
Lecce-Verona 0-1
Torino-Lecce 1-2
Lecce-Napoli 1-4
Spal-Lecce 1-3
Lecce-Roma 0-1
Atalanta-Lecce 3-1
Milan-Lecce 2-2
Lecce-Juventus 1-1
Sampdoria-Lecce 1-1
Lecce-Sassuolo 2-2
Lazio-Lecce 4-2
Lecce-Cagliari 2-2
Fiorentina-Lecce 0-1
Lecce-Genoa 2-2
Brescia-Lecce 3-0
Lecce-Bologna 2-3
Lecce-Udinese 0-1
Parma-Lecce 2-0
Lecce-Inter 1-1
Verona-Lecce 3-0
Lecce-Torino 4-0
Napoli-Lecce 2-3
Lecce-Spal 2-1
Roma-Lecce 4-0
Lecce-Atalanta 2-7
Lecce-Milan 1-4
Juventus-Lecce 4-0
Lecce-Sampdoria 1-2
Sassuolo-Lecce 4-2
Lecce-Lazio 2-1






