La media voto dei calciatori del Lecce in base alle Pagelle della stampa nazionale e locale, con le considerazioni della Penna Verde.
Niente da fare: a Verona torna il Lecce moscio e pauroso che speravamo di non vedere mai più. Uno spot al contrario per la Serie A, un punto che muove la classifica ma c’è poco da sorridere.
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con gli highlights di Verona-Lecce 0-0
Migliori e Peggiori per la Stampa locale e nazionale
SIEBERT 6,55. Giocare il 25 aprile — così come a Pasquetta o il primo maggio — è l’ennesima conferma dell’inadeguatezza dell’attuale dirigenza federale; non serviva certo lo scandalo arbitri per scoprirlo. Piazzare lo scontro salvezza Verona-Lecce di sabato sera, in un giorno di festa nazionale, ha il solo merito di mandare nel panico i (già pochi) inserzionisti del “prodotto Serie A”, poi definitivamente abbattuti da un Milan-Juventus domenicale, sfida nobiliare efficace contro l’insonnia che ha confermato come la mediocrità non sia più prerogativa della zona salvezza: il ‘brand’ di cui tanto la Lega si riempie la bocca è una scatola vuota, a ogni latitudine. Purtroppo, sono compagini che pur coi loro buchi milionari non rischiano di finire nel tritacarne di una eventuale riforma del campionato a 18 (o perché no, 16?) squadre, un progetto che su queste pagine abbiamo sempre osteggiato in nome del diritto di ogni piazza a sognare attraverso il calcio. Eppure, davanti a tale scempio sportivo, anche l’ideale più solido barcolla sotto il peso crudele della bruttezza di un match che forse non meritava neppure la Serie B. In questo buio pesto, tra due squadre pietose, brilla però a lume di candela la prestazione di Siebert. Il tedesco fa valere fisico e prospettiva, ergendosi a baluardo contro il nulla assoluto degli attacchi scaligeri. Migliore in campo per la stampa.
FALCONE 6,45. Ottimo in due uscite basse che salvano il risultato e, contemporaneamente, sfilano Gallo dalla gogna, visto che veniva puntualmente preso in contropiede da Belghali. Detto ciò, sull’azione del gol annullato resta l’impressione che percepisca il contatto non appena la palla gli sfugge dalle mani. Lo diciamo senza polemica e ipocrisia, con la stessa onestà e trasparenza con cui esclamiamo: “Meno male per il VAR”. Esattamente come a Firenze con Pierotti.
JEAN 6,35. Non c’erano dubbi che il posto a Verona sarebbe stato suo. Un rientro “morbido” se guardiamo alla scarsa pericolosità degli avversari, ma tutt’altro che privo di tensione e responsabilità. Esame superato brillantemente da tutto il pacchetto arretrato che, pur privo dei titolari Gaspar e Tiago Gabriel, ha dimostrato di saper reggere l’urto dell’emergenza. Sorge spontanea una riflessione: se avessimo avuto “doppioni” di questo livello in ogni reparto, oggi staremmo commentando qualcosa di diverso?

GALLO 5,65. Non gioca bene, è inutile girarci attorno. Belghali gli fa spesso pelo e contropelo e dai suoi piedi non nascono mai iniziative davvero pericolose. Ma il punto da analizzare, a quattro gare dal termine, è un altro: da Gallo ci si aspetta sempre che canti e porti la croce. Nel piattume di esterni che non saltano l’uomo, punte che si nascondono e centrocampisti che si limitano a fare i vigili urbani, la palla finisce per scottare sempre tra i piedi del palermitano. È lui che deve prendersi la responsabilità di puntare l’uomo o crossare; è lui che deve sovrapporsi sperando che Banda non perda palla, costringendolo a sputare l’anima per rientrare. E deve farlo restando lucido, perché se sbaglia l’intervento il fischio è servito. Eppure, quando manca e gioca Ndaba, la differenza è abissale: basterebbe questo per riflettere sul valore di Gallo, quantomeno nel contesto desolante del Lecce 2025/26.
GANDELMAN 5,4. Semplicemente non entra mai in partita. Gagliardini gli mangia in testa e la punta con cui dovrebbe dialogare sembra un bambino delle elementari finito in mezzo ai maranza delle superiori. Non sappiamo se pesino i soliti acciacchi, ma la giornata-no cade nel momento peggiore possibile. La sua prova è l’immagine speculare di un Lecce irriconoscibile rispetto a quello visto nel secondo tempo con la Fiorentina: quella squadra che tutto il Salento avrebbe voluto vedere a Verona e che, invece, ha drammaticamente latitato. Al di là delle dichiarazioni post-partita del mister (e ne ha dette tante…), l’impressione è che il Lecce si sia presentato al Bentegodi per il pareggio, rischiando seriamente di tornare a casa a mani vuote.
STULIC 4,9. Quando, verso la mezz’ora, Di Francesco si chiede in mondovisione se Stulic abbia capito o meno cosa debba fare in campo, i tifosi — da casa e sugli spalti — si chiedono a cosa sia servito un ritiro di una settimana. A questo punto, paradossalmente, erano meglio i due giorni di riposo post-Bologna: se i risultati in termini di grinta sono questi, allora davvero “liberi tutti” e ci vediamo allo stadio due ore prima della gara, mister.
Provocazioni a parte, che senso ha a maggio infierire su questo ragazzo? I suoi limiti sono ormai sotto gli occhi di tutti. Probabilmente, in Serie B o in un campionato meno tecnico (se ancora ne esistono…), all’interno di una squadra di vertice che mette trenta palloni in area a partita, i suoi gol li farebbe pure. E glielo auguriamo, per carità. È stato un acquisto sbagliato e probabilmente si tradurrà in una minusvalenza (perché lo cederemo, giusto?), ma non tutte le ciambelle riescono col buco. E purtroppo sul lavoro si sbaglia tutti, ogni giorno, anche se non si maneggiano 5 milioni di euro. Come se Cheddira, poi, avesse fatto meglio… La verità è che con Colombo e Ceesay eravamo felici e non lo sapevamo. L’unico che sembra avere nei piedi e nella testa la scintilla per combinare qualcosa è Camarda. Ma è giovane, non è di proprietà, non va caricato di responsabilità, non deve essere bruciato… e così via, di scusa in scusa, fino ai prossimi Mondiali 2030.
Ps. Paracarro (cit.).
Le pagelle definitive: la tabella con le medie voto finali in base ai giudizi della stampa locale e nazionale.

Clicca per ingrandire la tabella delle pagelle definitive (in grassetto i migliori e peggiori per ciascuna testata)
Serie A 2025/26: le pagelle definitive del Lecce
Genoa-Lecce 0-0
Lecce-Milan 0-2
Atalanta-Lecce 4-1
Lecce-Cagliari 1-2
Lecce-Bologna 2-2
Parma-Lecce 0-1
Lecce-Sassuolo 0-0
Udinese-Lecce 3-2
Lecce-Napoli 0-1
Fiorentina-Lecce 0-1
Lecce-Verona 0-0
Lazio-Lecce 2-0
Lecce-Torino 2-1
Cremonese-Lecce 2-0
Lecce-Pisa 1-0
Lecce-Como 0-3
Juventus-Lecce 1-1
Lecce-Roma 0-2
Lecce-Parma 1-2
Inter-Lecce 1-0
Milan-Lecce 1-0
Lecce-Lazio 0-0
Torino-Lecce 1-0
Lecce-Udinese 2-1
Cagliari-Lecce 0-2
Lecce-Inter 0-2
Como-Lecce 3-1
Lecce-Cremonese 2-1
Napoli-Lecce 2-1
Roma-Lecce 1-0
Lecce-Atalanta 0-3
Bologna-Lecce 0-2
Lecce-Fiorentina 1-1





