La media voto dei calciatori del Lecce in base alle Pagelle della stampa nazionale e locale, con le considerazioni della Penna Verde.
Falcone e Piccoli confezionano il meritato miracolo.
Krstovic e Strefezza, ennesima partita storta.
Contro il Bologna quinto in classifica il Lecce non sfigura e, dopo aver rischiato la beffa, riacciuffa il pari al 100° su rigore assegnato dal VAR. Ma il credito non può ancora dirsi saldato.
L’AVVERSARIO: BOLOGNA. Una squadra modesta ma allenata divinamente. Si potrebbe riassumere così il Bologna di Thiago Motta, che da quinto in classifica si permette il lusso di rinunciare dal primo minuto (oltre agli infortunati Orsolini e Karlsson) anche a un titolarissimo per ruolo: Beukema, Freuler e Zirkzee. La differenza c’è e si vede, perché quella rossoblu è un’orchestra in cui ciascuno sa quello che deve fare ma basta una nota stonata (vedi ad esempio le tante palle perse da Kristensen) per andare in apprensione. Un’apprensione che però non scalfisce i contenuti di una squadra che riparte sempre da dove aveva interrotto, senza mai mettere in discussione i propri principi, come ad esempio l’uscita dal basso con triangolazioni rapide e spesso di prima. Col passare dei minuti, il Bologna accorto del primo tempo guadagna campo nel secondo e la sblocca con una magia su punizione di un giocatore – Lykogiannis – che difficilmente giocherebbe titolare in qualsiasi altro campionato maggiore europeo di livello. Lo stesso Lykogiannis che si mangia il raddoppio poco dopo, emulato poi da Ferguson. Insomma, se il Bologna avesse portato a casa un cinico 0-3 il Lecce oggi sarebbe qui a leccarsi le ferite, ma Motta se la può prendere solo coi suoi che non hanno chiuso la partita quando dovevano farlo.
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con gli highlights di Lecce-Bologna 1-1

I voti della stampa, le considerazioni de La Penna Verde
FALCONE 7,2. Ancora una volta il migliore: nega più volte il gol al Bologna e poi va a fare il supereroe in area avversaria a tempo scaduto.
GENDREY 5,95. D’Aversa gli mette Gonzalez alle spalle in fase di non possesso, per farlo partire da metà campo nella speranza che possa arrivare più spesso sul fondo. Una mossa sensata ma che non sempre dà i frutti sperati.
PONGRACIC 6. Si batte con qualità e quantità come al solito, ma nel finale sembra un po’ assopito quando ci sarebbe da scaricare palla velocemente verso la fascia di Almqvist.
BASCHIROTTO 6. Ok, non starà over-performando come l’anno scorso, ma soccombere contro Van Hooijdonk non sarebbe stato accettabile.
DORGU 5,75. Soffre eccome il dinamismo di Ndoye, cui fatica a prendere le misure. All’inizio sfiora il gol al volo di sinistro e alla fine è suo il ponte di testa per il rigore assegnato al VAR.
GONZALEZ 6,1. Tra i pochi a meritarsi la sufficienza piena, legittima con la prestazione la fiducia riposta in lui da D’Aversa.
RAMADANI 5,75. Il Bologna palleggia con linee di passaggio molto rapide e pulite, lui fatica a starci appresso e si becca meritatamente anche un giallo.
(RAFIA 5,75). Ci si accorge del suo ingresso solo quando scodella la palla per la torre finale di Dorgu a Falcone.
OUDIN 5,65. Rimette il coniglio di Verona dentro al cilindro, dovrebbe essere il collante tra centrocampo e attacco ma in transizione perde spesso un tempo di gioco fondamentale per far riposizionare il Bologna.
(BLIN 5,72). Entra per dare sostanza in mediana.
STREFEZZA 5,55. Esattamente la stessa media voto di Verona. Ma se la settimana scorsa lo avevamo difeso a spada tratta, stavolta non è onestamente possibile farlo. Il capitano non salta mai l’uomo, non punta mai la porta, non tira e tutte le volte che ha la palla scarica all’indietro. Così è letteralmente inutile alla causa.
(ALMQVIST 5,79). Entra per disperazione con pochi minuti nelle gambe. In più, viene servito col contagocce. E le poche palle che tocca, le gioca esattamente come ricordavamo: in modo prevedibile. Da recuperare, in tutti i sensi.
KRSTOVIC 5,1. Media del 5,1, come a Verona. Peggiore in campo, come ultimamente spesso gli capita. Non è semplice comprendere da fuori perchè non gli si conceda la possibilità di rifiatare e provare ad essere decisivo dalla panchina, a difese sfiancate da Piccoli.
(PICCOLI 7,1). Si riprende un decimo della gioia che gli era stata tolta col Milan. Perlomeno, però, fa classifica. Vale per lui il discorso inverso fatto per Krstovic: forse entrare a difese stanche è più semplice, ma magari una chance da titolare gioverebbe sia a lui sia al montenegrino.
BANDA 5,85. Bel duello con Posch che ai punti, però, finisce per perdere.
(SANSONE 5,55). Non punge da ex.
D’AVERSA 6,11. Addirittura sul podio dei migliori, azzecca ancora una volta la rimonta grazie ai cambi ma soprattutto all’atteggiamento indomito che ha dato alla squadra fin oltre il 90°. Tenta come può di trovare dei sotterfugi tattici alle carenze endemiche della squadra: Gendrey è un terzino che in A non salta mai l’uomo, allora lui prova a farlo partire da centrocampo in fase di possesso, sfruttando il dinamismo di Gonzalez a coprirgli le spalle. Esperimento, per ora, da rivedere. Anche la ruota di centrocampo si può definire work in progress: con Oudin e Rafia troppo discontinui per farci affidamento, al momento la soluzione che offre maggiori garanzie sembrerebbe paradossalmente quella rodata già l’anno scorso con Baroni, ovvero Blin-Gonzalez e Ramadani al posto di Hjulmand. In attesa del rientro di Kaba. Convincono meno, invece, le scelte in attacco: della staffetta Piccoli-Krstovic si è già detto, della gestione di Strefezza meno. Purtroppo quello che si vede dagli spalti è un calciatore mogio, che non gioca in fiducia e in queste condizioni non può fare la differenza come l’anno scorso. Urge metodo per recuperarlo, anche perchè le opzioni in avanti con Banda, Almqvist e Sansone suonano uno spartito che oramai per gli avversari è un noto tormentone: difficile che ci caschino. Oggi celebriamo il carattere combattivo di un Lecce che non molla mai, ma non dobbiamo dimenticare che il Bologna ha sprecato più volte il colpo del ko che invece ci avrebbe messo qui a parlare di un Lecce che non concretizza e, senza la solidità difensiva dello scorso anno, è alla ricerca di nuove certezze.
Le pagelle definitive: le medie voto finali in base ai giudizi della stampa locale e nazionale.

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Serie A 2023/24: le pagelle definitive del Lecce
Lecce-Lazio 2-1
Fiorentina-Lecce 2-2
Lecce-Salernitana 2-0
Monza-Lecce 1-1
Lecce-Genoa 1-0
Juventus-Lecce 1-0
Lecce-Napoli 0-4
Lecce-Sassuolo 1-1
Udinese-Lecce 1-1
Lecce-Torino 0-1
Roma-Lecce 2-1
Lecce-Milan 2-2
Verona-Lecce 2-2

Foto credits: Sergio D’Aprile (da Facebook)





